FERRERO E I PILASTRI DI UNA COMMUNITY AZIENDALE

Il gruppo Ferrero (Re della Nutella) ha messo a segno  l’ennesimo colpo di mercato sotto la gestione di Giovanni Ferrero, presidente dell’omonima azienda fondata dal nonno Pietro nel 1946. Il gruppo ha infatti annunciato l’acquisizione del business dei biscotti, degli snack alla frutta e dei gelati da Kellogg Company per 1,3 miliardi di dollari.

Continua dunque il processo di rafforzamento della leadership di Ferrero nei tradizionali settori produttivi, sviluppati dal padre di Giovanni, Michele Ferrero, vero artefice della scalata a livello mondiale del gruppo della Nutella, capace di trasferire la sua impronta lungo tutta la catena del valore, fino ai rapporti con il personale.

Oltre 40 anni fa Michele Ferrero scrisse un documento ai responsabili da lui nominati elencando le norme guida del personale.

Si tratta di un documento rivolto ai responsabili nominati da Michele Ferrero, definito come le “massime da seguire nei contatti con il personale“.

Un documento che si apre con la seguente frase: “Quando parli con un individuo ricorda: anche lui è importante”.

Da qui si possono evincere i presupposti di una vera e propria business Community aziendale tra i dipendenti e tutto il personale interno (e di conseguenza esterno), partendo dai 3 pilastri fondamentali che sono di seguito riportati.

  1. Scopo comune:un progetto, un’idea, una passione.

Le persone devono costruire qualcosa insieme e muoversi nella medesima direzione.

Un prodotto, uno sport, una visione del mondo, un gruppo attinente ad un hobby, una tecnologia, una causa sociale.

Serve una colla che li tenga insieme.

  1. Aiutarsi l’un l’altro:non esiste community senza relazione tra i partecipanti.

Ci deve essere conoscenza e aiuto reciproco. Questo fa la netta differenza con la frequentazione di colleghi «sconosciuti», il pubblico di una conferenza, un canale youtube o qualsiasi altro social.

Io vengo aiutato dagli altri e mi sento in dovere di farlo. Maggiori sono queste relazioni uno ad uno, più forte è la community.

  1. Senso di appartenenza: è necessario che le persone si sentano parte di qualcosa di più grande, percepiscano una identità comune. Un logo, un nome.

Come capire quando questo accade? Vi sono segnali chiari, scompaiono i voi e iniziano i noi. “La” community fa spazio a “la nostra” community.

Viene coniato un nome per il gruppo. Le persone indossano con orgoglio le t-shirt con il logo del gruppo.

Tratto dal manuale: “Il valore delle relazioni TRA clienti (interni/esterni)”

 

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