CHE OBIETTIVO HAI A 12 MESI?

Concordo pienamente con le considerazioni derivanti dallo studio sotto riportato.

Occorre una maggiore attenzione e personalizzazione dei percorsi di gestione delle risorse umane in questa particolare epoca.

E se per esempio lo smart working non fosse per tutti?

Uno studio condotto da tre ricercatori della University of Groningen mostra come gli accordi di lavoro che non pongono vincoli di tempo o di presenza fisica in ufficio rendano effettivamente più desiderabile un’azienda, favorendo tra l’altro l’adozione spontanea da parte dei dipendenti di comportamenti positivi per l’organizzazione, anche quando questi non sono riconosciuti da un codice normativo o premiati a livello retributivo.

Questo effetto appare però limitato ai professionisti con forte tendenza all’autonomia e basso bisogno personale di interfacciarsi con una struttura ben definita.

Secondo gli autori della ricerca, le aziende dovrebbero allora iniziare prendere in considerazione la possibilità di “personalizzare” questo tipo di accordi, in modo da venire incontro anche alle esigenze e alle aspettative di chi si trova a suo agio in un ambiente di lavoro più strutturato.

Ad esempio fornendo a chi sente di averne bisogno indicazioni più precise su come svolgere le mansioni richieste.

Ormai quotidianamente, con le aziende, utilizzo questo schema di profilazione come strumento di business community coaching per impostare una gestione di manager, dipendenti e collaboratori che porti a dei risultati nel rispetto della persona stessa e del suo potenziale, sia in smart working che in presenza.

Far compilare lo schema sopra riportato e rifletterci su può essere un buon inizio e può rappresentare un’ottima base per creare una business community all’interno della propria azienda.

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