SAI CHE LA PRIMA FORMA DI COMUNICAZIONE È L’ASCOLTO?

 

Altro aspetto importantissimo nella comunicazione e nelle relazioni è l’ascolto, ovvero la capacità di ricevere in modo accurato ed interpretare, i messaggi nel processo di comunicazione.

L’ascolto è la chiave per tutta la comunicazione efficace, senza la possibilità di ascoltare in modo efficace i messaggi possono essere facilmente fraintesi – la comunicazione si interrompe e il mittente del messaggio può facilmente scoraggiarsi o irritarsi.

Una buona capacità di ascolto ha anche benefici nella nostra vita lavorativa, tra cui:

Un maggior seguito sui social network, una migliore autostima e fiducia, risultati migliori, oltre a migliore salute e benessere in generale.

Numerosi studi hanno infatti dimostrato che, mentre si discute aumenta la pressione sanguigna, ma un ascolto attento e concentrato è in grado di abbassarla.

L’ascoltare non è la stessa di sentire

Sentire si riferisce ai suoni, mentre l’ascolto richiede più di questo: esso richiede la messa a fuoco. Ascoltare significa prestare attenzione non solo alla storia, ma come si racconta, l’uso del linguaggio e la voce, e come l’altra persona usa il suo corpo.

In altre parole, significa essere consapevoli di entrambi i messaggi verbali e non verbali. La capacità di ascoltare in modo efficace dipende dal grado in cui si percepisce e dal riuscire a capire questi messaggi.

Quanto sei bravo ad ascoltare?

SAI TROVARE DEI PUNTI COMUNI NELLA PRIMA CONVERSAZIONE?

Un altro modo per coinvolgere da subito la persona con cui desiderate parlare è di trovare dei punti in comune: ad es., osservandolo, potreste notare che indossa qualcosa associabile a un’associazione, a un gruppo musicale, a uno sport particolare o a un altro interesse che magari condivide con voi.

Oppure, osservate ciò che vi circonda: magari è presente un espositore con dépliant che può fornire alcune idee per avviare una conversazione e per trovare punti in comune con cui proseguire.

Anche la tecnica del “dove, come, quando e perché” – ossia porre domande più specifiche quando una persona ha iniziato a raccontarci di un suo lavoro per esempio – può aiutarci a scoprire interessi comuni o lati della persona che si rispecchiano in noi; la conversazione proseguirà quindi in maniera più piacevole e, di conseguenza, anche più memorabile.

A volte, anche dalla totale assenza di punti in comune può emergere una conversazione interessante.

L’importante è mantenere una mente aperta e curiosa. Magari vi troverete a discutere di un argomento di cui non sapete nulla, ma voi imparerete qualcosa di nuovo e il vostro interlocutore apprezzerà l’interesse da voi dimostrato.

QUANTO SEI ABILE A INIZIARE CONVERSAZIONI DI NETWORKING?

Ora ci addentreremo più a fondo in una fase specifica del networking di persona: il primo approccio e la conversazione iniziale. Vi è mai capitato di ritrovarvi in una conversazione che non decolla?

Silenzi, sguardi furtivi alla ricerca di aiuto e la forte sensazione di voler sprintare 200 metri nella direzione opposta. Altre volte, capita invece che ci ritroviamo con una persona che ci attira immediatamente in una conversazione interessantissima.

Saper intavolare una conversazione con nuove persone può risultare una vera e propria sfida, soprattutto per le persone più timide e introverse, specie se desideriamo fare buona impressione.

Per quanto riguarda invece l’uso delle domande, solitamente, esiste un gruppo di domande che tendiamo a porre al primo approccio. Quante volte vi è capitato di chiedere o vi hanno chiesto domande simili a “Come va?”, “Che lavoro fai?” o “Di dove sei”? Tante.

Così tante volte che tendiamo a perdere di autenticità, spontaneità e presenza. Andiamo un po’ in modalità pilota automatico. Come una poesia recitata a memoria. Per quanto naturali possano sembrare queste domande, rischiamo di addentrarci in acque alte da cui è difficile riemergere.

Per navigare facilmente nei meandri della conversazione, provate invece a fare domande che creino un senso di piacevolezza nell’altra persona, facendola sentire bene e a suo agio. In questo modo, ne stimolerete l’area del cervello in grado di produrre appagamento e di rafforzare la memoria: la conversazione non solo ne trarrà vantaggio risultando meno banale, ma aumenterete anche la possibilità che quella persona si ricordi di voi.

Alcuni esempi concreti? “Quale è la parte più bella del tuo lavoro?”, “Quale è l’ultimo progetto piacevole a cui ti sei dedicato con passione?”, “Quale è stata la tua vacanza preferita?”.

Domande che possono essere poste all’inizio dopo esservi presentati o anche come modo per cambiare argomento successivamente – ovviamente scelte in base al livello di formalità richiesto.

Sai iniziare una conversazione che possa portarti a fare e sviluppare networking?

SAI APPROCCIARE E PRESENTARTI IN 7 SECONDI?

Ma facciamo un passo indietro, ricordo che gli studi dimostrano che nei primi 7 secondi accadono un sacco di cose tra cui quella di lasciare una prima impressione che condizionerà la relazione con i nostri interlocutori.

Suggerisco quindi questi 10 accorgimenti, quando arrivi a un incontro e quando dovrai (per esempio durante l’aperimatching abbinato ad un evento di networking) interagire con gli altri imprenditori e professionisti.

Preliminarmente: look adeguato, studiare il contesto, igiene personale, moderazione negli “accessori” al look (es profumo, trucco, minigonna…).

Appena arrivi: fotografa la situazione (clima, momento, tipo di persone, toni, volume, energia ….) e poi le 10 regole principali:

  • andare per primi verso gli altri, (mantenendo 1 mt di distanza che è quella mediamente giusta)
  • sorridere e guardare negli occhi
  • salutare immediatamente chi incrociamo, guardandolo (non aspettiamo che lo facciano loro)
  • evitare salve, meglio buongiorno o buonasera (ciao se lo si conosce ma non è più una prima impressione .. )
  • tenere un linguaggio corpo aperto (evitare per esempio braccia conserte, postura eretta)
  • evitare barriere (se tra noi e l’altro ci sono sedie, scrivanie, tavoli…raggirarli e mettersi l’uno davanti all’altro)
  • dare una stretta di mano decisa, (mano con palmo leggermente rivolto verso l’alto e braccio non teso)
  • ripetere nome (o Sig./ra) del nostro interlocutore dopo averlo imparato
  • usare un complimento sincero (frase carina) se ci sono reali presupposti o battuta
  • iniziare con una domanda aperta (”come sta”?)

Quanto fai attenzione ai primi 7 secondi ed ai momenti iniziali di una nuova relazione di lavoro?

CHIAMI PER NOME I TUOI PARTNERS E CLIENTI?

L’importanza della prima impressione, chiamare per nome, l’uso delle domande più adatte, praticare l’ascolto attivo/supportivo e “sinergico”, qui si apre tutto il mondo della formazione comportamentale e delle soft skills per gestire una Business Community ed in generale per relazionarsi efficacemente con gli altri.

Networking non è sinonimo solamente di tante brevi conversazioni. Per svolgerlo con efficacia, è importante riuscire a costruire e a coltivare le relazioni avviate.

In tal senso, un aspetto fondamentale del primo approccio è ricordarsi i nomi delle persone conosciute. Esistono varie tecniche in tal senso. Ripeterlo ad alta voce appena ci viene detto non solo aiuta noi a ricordarlo meglio, ma stimola anche una parte del cervello del nostro interlocutore, contribuendo a rendere la conversazione più piacevole e memorabile.

Un’altra tecnica? Associare il nome di quella persona a personaggi famosi e immaginarli mentre svolgono una determinata attività insieme: ad esempio, incontrate una persona che si chiama Diego e ve la immaginate mentre gioca a calcio con un famoso calciatore omonimo.

Per costruire una relazione è importante il follow-up, ossia ricontattare quella persona dopo qualche giorno dall’evento. Vi avrà probabilmente dato un biglietto da visita. In un momento di pausa – quando la prima conversazione è ancora fresca nella vostra memoria – annotate sul suo biglietto da visita un aneddoto o interesse particolare associato a quella persona. Quando la ricontattate, citatelo e in tal modo, voi riuscirete a ricordarvi maggiori dettagli e a personalizzare la conversazione, e il vostro interlocutore ne sarà sicuramente più contento.

Normalmente che metodo usi per ricordarti il nome delle persone?

STAI COSTRUENDO QUALCOSA CON GLI IMPRENDITORI ATTORNO A TE?

Ma al di là dei dati, delle statistiche, teorie e belle parole, quali sono i case history, le esperienze e best practices da cui si possono prendere strumenti concreti e soprattutto funzionanti, relativamente al mondo delle business community, delle sinergie tra imprenditori e del networking?

Per quanto riguarda esperienze personali posso riportare i contesti dove opero (“insegnando a pensare”) come business community coach da 10 anni, ovvero:

  • Aggregazioni e Community di imprenditori;
  • Squadre di calcio-volley-basket di A e B (ai loro sponsor);
  • Associazioni di categoria (Confindustria in primis); 
  • Centri fitness/wellness (come partner di Team System wellness);
  • Organizzatori di eventi/manifestazioni (ai loro co-sponsor)
  • Aggregazioni di commercianti (anche di zone/quartieri);
  • Studi associati di professionisti;
  • Assicurazioni e Banche;
  • Reti d’impresa;
  • Spazi in coworking;
  • Location per eventi, hotel, golf club

Se appartieni ad una di queste categorie, prendi in considerazione l’ipotesi di creare una vera e propria community tra i tuoi clienti, associati o sponsor che siano, anche perché I giorni della vendita e del servizio tradizionale sono finiti.

I clienti/associati e sponsor vogliono relazioni autentiche e desiderano connettersi con persone simili a loro.

Le organizzazioni stanno per essere ridefinite dalle Community e il problema che ti posso aiutare a risolvere non è più «se» investire in una Community ma «come» realizzarla e farla funzionare.