IL NODO DEL RITORNO ALLA FISICITA’

Il lavoro post pandemia dovrà coniugare produttività e benessere

Così riportava un articolo uscito su Il Sola 24 Ore del 14 aprile 2021.

Tra pochi mesi quando probabilmente con i vaccini saremo riusciti a metterci alle spalle il Covid dovremo affrontare il nodo “ritorno alla fisicità” nel mondo del lavoro.

Chi tornerà in ufficio?Con quali modalità?Cosa diranno i direttori del personale?E i sindacati?

È presumibile che il 2021 sarà un anno di grandi confronti e dibattiti, in particolare all’orizzonte si porranno tre temi di riflessione importanti:

  1. SMART WORKING, questi mesi hanno dimostrato che con l’uso della tecnologia, alcune mansioni e ruoli possono essere svolti in questa modalità. Chi era resistente, dovrà prepararsi a cambiamenti e responsabilità diverse.
  2. ATTIVITA’ IN PRESENZA E A DISTANZA, il 2020 ci ha insegnato che il 99% di ciò che è condivisione si può fare in videocall, che la routine si gestisce molto bene. Invece il confronto creativo da remoto è più complicato.
  3. RIDIMENSINAMENTO DELLA SOCIALITA’ SUL LAVORO, scopriremo insieme che impatto avrà sulle nostre vite questo lavoro, un pò dal vivo, un pò a distanza. L’unica certezza è che un impatto ci sarà.

Senz’altro dovremmo puntare sulla qualità, meno tempo con gli altri, ma di maggior qualità, meglio se disconnessi e lontani da qualsiasi tipo di schermo.

E qui la domanda è, “come creare relazioni di qualità nel poco tempo a disposizione”?

Tre passaggi potrebbero essere:

A. Mappare e studiare meglio il nuovo scenario aziendale e delle risorse umane impiegat

B. Puntare su una modalità di relazionarsi basata su:

  • Empatia veloce (prima impressione e passaggio ad uno stato d’animo positivo in fretta)
  • Capacità di osservazione/ascolto attenta (tra cui del linguaggio non verbale)
  • Comunicazione sintetica e focalizzata

C. Orientarsi ai risultati, attraverso:

  • Coinvolgimento mirato a:
  • Consapevolezza
  • Scelta
  • Responsabilità
  • Motivazione
  • Azione
  • Risultati
  • Uso attento delle domande:
  • Qual è l’obiettivo?
  • Cosa accade oggi?
  • Cosa puoi fare di alternativo?
  • Cosa farai?
  • Definire obiettivi chiari (S.M.A.R.T.) e piani d’azione:
  • Nome obiettivo
  • Cosa e come fare per raggiungerlo
  • Primo passo (entro quando?)
  • Come misurarlo
  • Scadenza e follow up

Queste potrebbero essere le nuove soft skills relazionali per passare dal benessere al successo lavorativo.

L’ANTIDOTO AL DISTANZIAMENTO SOCIALE E ALLA SOLITUDINE -NEL BUSINESS-

Tra i vari nuovi modi per (ri)creare relazioni efficaci nel mondo del business, c’è sicuramente la creazione di community (tra imprenditori e partite iva) e l’organizzazione di momenti di networking.

Ecco gli STEP (e le domande a cui rispondere) per crearne una.

L’esempio di RELAZIONI EFFICACI (Community).

A CHI CI RIVOLGIAMO

  • Imprenditori
  • Liberi professionisti
  • Partite iva
  • Manager

Che frequentano/o fanno parte/sono clienti di:

  • Centri fitness/wellness
  • Altre organizzazioni

PERCHE’ (hanno bisogno/devono risolvere il problema di)

  • Creare relazioni efficaci (con le persone che frequentano la stessa organizzazione/centro fitness)
  • Fare networking
  • Aiutarsi

MISSION

“Mettiamo insieme una Community di imprenditori/persone affinchè possano creare relazioni efficaci e insieme possano fare networking aiutandosi”

APPARTENENZA

Vogliamo dare un antidoto alla solitudine al punto che le persone desiderino farne parte e “indossare la maglietta di appartenenza” anche attraverso:

  • Il racconto delle storie dei partecipanti
  • L’illustrazione delle caratteristiche e dell’identità di chi ne fa parte (es. donare, ascoltare, aiutare …)
  • Il ricordare chi siamo
  • Tanti piccoli gesti quotidiani ripetuti

ESPERIENZE CHE OFFRIAMO

Il “Relazioni cafè”, un evento per parlare a/tra i partecipanti a cadenza periodica, finalizzato a:

  • Creare relazioni efficaci (con le persone che frequentano la stessa organizzazione/centro fitness)
  • Fare networking
  • Aiutarsi

UN’ AULA STUDIO A DISPOSIZIONE

  • Metteremo le persone insieme per imparare qualcosa, a relazionarsi efficacemente e creare sinergie e networking tra loro

COSA VOGLIAMO FAR DIVENTARE (i componenti della Community)

  • Più bravi a relazionarsi (aiutandosi)
  • Detentori di una rete qualificata di relazioni
  • Esperti nel networking finalizzato a sviluppare business

CREIAMO E FORNIAMO CONTENUTI

  • che permettano di imparare
  • premieremo chi ne mette a disposizione degli altri

FACILITIAMO INCONTRI

  • previa selezione
  • con le persone complementari e giuste

CREIAMO INCONTRI DI CONTAMINAZIONE

  • per creare senso di appartenenza
  • per dare contenuti
  • per facilitare la condivisione

CLIMA FAMIGLIARE

  • Faremo in modo che le persone si sentano accolti e a loro agio
  • In un clima che gli permetta di risolvere i loro problemi stando bene insieme
  • Che le persone vengano per i contenuti ma tornino per le relazioni
  • Che desiderino invitare anche i loro amici

IL NOSTRO MESSAGGIO DI BENVENUTO

“Benvenuto nella relazioni efficaci community…..siamo……i nostri valori sono…….”

CREEREMO UN PUZZLE

  • Di cose e idee superiori alle singole parti
  • Con discussioni da più punti di vista possibili
  • Costruendo qualcosa insieme
  • Mettendo in contatto le persone (chi ha un problema con chi l’ha risolto)
  • Co-creando qualcosa di nuovo insieme (un nuovo modo di relazionarsi)

CHIAMATA ALL’AZIONE

  • entra a far parte del (inizia a co-creare il) nuovo modello per relazionarsi efficacemente

GRUPPO DI PARTENZA

  • Coinvolgeremo i (5-10) leader che poi contageranno gli altri
  • Li sceglieremo in base alle capacità relazionali, umane (e professionali)
  • Saremo i primi entusiasti di un gruppo di leader entusiasti
  • Ogni giorno stimoleremo e faremo interagire il gruppo (ristretto dei leader)

LA COMMUNITY E’ IL MIGLIOR ANTIDOTO AL DISTANZIAMENTO SOCIALE – nel business –

Se vuoi creare un evento o una vera e propria community con i tuoi clienti, sponsor o associati, comincia a rispondere alle domande relative ai titoli sopra riportati ovvero:

  • A chi ti rivolgi?
  • Che problema devono risolvere i tuoi partecipanti?
  • Qual è la mission della community?
  • …….

8 VOLTE SU 10 ALLA DOMANDA “CHE OBIETTIVO HAI?”, NON SI RISPONDE

Come dice l’Allenatore/Manager Gian Paolo Montali (tra i più vincenti nel volley al mondo), mentre nello sport compri un giocatore e lo misuri quotidianamente, nel mondo del lavoro, dopo aver assunto qualcuno, lo si lascia al suo operare quotidiano e a fine anno si guardano i numeri (generali).

Ma se si pone la domanda ai manager o a chi lavora in una azienda, “che obiettivo hai 12 mesi?”…

Provate a farlo e vedrete quanto è raro trovare persone che lavorano per un obiettivo (che non sia il budget, il fatturato etc…)

Gli esperti dicono che l’obiettivo deve essere S.M.A.R.T.

Ma a monte ci deve essere una (auto) presa di consapevolezza che ci sia qualcosa da migliorare.

E di solito non si è abituati ad auto-valutarsi per capire cosa si può migliorare.

Ci sono obiettivi:

  1. comportamentali (soft skill)
  2. e obiettivi numerici/tecnico/organizzativi

Ma ancora più importante, dopo aver definito gli obiettivi, bisogna passare all’AZIONE ed ecco le domande di Coaching indicate da uno dei maestri del Coaching John Whitmore:

  • Cosa farai?
  • Quando?
  • In che modo questa azione servirà a raggiungere l’obiettivo?
  • Quali ostacoli potresti incontrare?
  • Come lo misurerai?
  • Di che supporto necessiti?
  • Come e quando te lo procurerai?
  • Che (altre) considerazioni ci sono?
  • Quanto sei motivato da 0 a 10?
  • Cosa ti impedisce di andare a 10?

Obiettivi e azioni sono importanti ma auto-consapevolezza e un metodo chiaro, lo sono altrettanto per raggiungere risultati (misurabili) e nel rispetto della persona.

Dobbiamo applicare anche in azienda alcuni principi dello sport e porre una quotidiana attenzione ai nostri “atleti-lavoratori”.

PARLANDO IN PUBBLICO SAI ESSERE INGAGGIANTE?

Mai come in questa epoca frenetica e invasa da stimoli e input comunicativi, bisogna saper trasferire i propri messaggi con velocità ed efficacia per indurre i nostri interlocutori a “diventare tutt’orecchi”.

Per farlo occorre sapere i “nuovi” principi del parlare in pubblico, così come riportato di seguito.

Regole, molto importante sono quindi quelle del Public speaking (e storytelling), cioè seguire alcune indicazioni del parlare in pubblico che servono a farci sentire più sicuri e soprattutto a coinvolgere gli uditori, ecco quelle basiche:

  • Respira prima di iniziare e bevi
  • Guarda tutti gli uditori (anche se a distanza c’è un solo punto, la telecamera e non fissarti solo su uno)
  • Parla scandendo bene parole con un volume adeguato
  • Usa le pause quando devi evidenziare un concetto (falla prima di esprimerlo)
  • Cerca di usare storie e aneddoti per esprimere i concetti
  • Rimani nei tempi (se è 1 minuto rispettalo e consiglio di cronometrare prime la tua presentazione quando la provi).

Ma ecco i segreti di public speaking (a distanza e non).

Diverse ricerche dimostrano che lo “spazio mentale” umano è limitato, e che l’utilizzo delle nuove tecnologie sta facendo progressivamente diminuire la capacità di concentrazione delle persone (al punto che l’attenzione umana sarebbe addirittura inferiore a quella di un pesce rosso!)ecco perché la nuova generazione di presentazioni deve tenere conto di questi aspetti ed essere più concisa, diretta e ingaggiante.

1. Non c’è bisogno di dire sempre tutto: scegli una cosa ma dilla bene!

Può capitare nelle presentazioni di farsi prendere dall’ansia del voler dimostrare la propria competenza.

Il che può portare a scendere in mille dettagli, poco funzionali alla tematica principale della presentazione.

Cerca di mantenere la tua presentazione breve in termini di minutaggio e slide presentate; questo richiede sforzo per selezionare i contenuti che contano davvero, ma una volta che avrai fatto questo esercizio ti sentirai molto più in controllo dei contenuti e sarà molto più semplice affrontare la presentazione in tranquillità.

Dimenticati per un attimo delle slide e sfrutta il design thinking: per prima cosa annota l’idea principale della tua presentazione, poi pensa a quali argomentazioni utilizzerai a supporto di questa idea.

Scrivi ogni argomentazione su un post-it (non c’è bisogno di essere super-dettagliati, può bastare un titolo), poi riordina i post-it in “capitoli” della tua presentazione.

Lavorare su carta anziché a video ti aiuterà ad astrarti dal materiale già in tuo possesso e a riordinare i contenuti seguendo il miglior filo logico, a quel punto passa a riordinare le tue slide nella presentazione.

E SE NEL TEAM FOSSE VIETATO PARLARE (MALE) DEGLI ASSENTI?

Qual è la differenza tra gruppo e squadra?

Come si mantengono o migliorano le relazioni interpersonali all’interno degli ambienti di business?

Come si può gestire al meglio un team di lavoro nell’epoca del covid e dello smart working?

Queste sono alcune domande che gli imprenditori, i manager e gli addetti alle H.R. si pongono sempre più di frequente ma senza trovare (spesso) risposte concrete.

Ma come se non bastasse, alcune ricerche e statistiche evidenziano quanto sia difficile, al di là del lavoro di team, lavorare (e collaborare) da casa.

Infatti, uno sguardo più ravvicinato alle tipologie di collaborazione, vale a dire tutto ciò che va dalle chiacchierate informali in pausa caffè fino alle riunioni formali dei C.d.A., evidenzia come i dipendenti in realtà sotto diversi aspetti trovino difficoltà nel lavorare da casa.

L’indagine ha considerato tre tipi di collaborazione: la possibilità di riunirsi per fare brainstorming, quella di mantenere rapporti sociali e quella di avere interazioni non pianificate.

Ma ecco un po’ di dati:

  • La possibilità di incontrarsi per fare brainstorming è diminuita mediamente dell’11%
  • La capacità di mantenere i rapporti sociali è diminuita mediamente del 17%
  • La possibilità di avere interazioni non pianificate è stata quella che ha registrato il calo maggiore, mediamente del 25% ,
  • La stragrande maggioranza (90%) delle persone vuole tornare in ufficio almeno un giorno alla settimana. 

Nei Team che si formano negli ambiente di lavoro, innovazione, creatività e capacità organizzative dipendono da una fattiva collaborazione. Se i risultati vengono meno, impediscono il buon andamento dell’azienda, l’impegno dei dipendenti e le capacità organizzative nel lungo periodo.

Molti dipendenti — nuovi e vecchi — si trovano a dover affrontare un isolamento sociale. Senza la capacità di istituire o mantenere rapporti sociali, la cultura aziendale e le capacità organizzative a lungo termine ne risentono.

Le interazioni quotidiane che vanno dalle conversazioni incentrate sul lavoro a quelle di rilevanza sociale contribuiscono alla coesione generale del gruppo. Senza questi incontri spontanei, molti di questi vantaggi vengono meno.

Figuriamoci nei casi di Team building.

a tal proposito, gli esperti suggeriscono di utilizzare nuovi modelli RAPIDI ED EFFICACI per fare incontri di team e facilitare relazioni e risultati.

Ecco uno schema di REGOLE utilizzato nelle sessioni di TEAM COACHING.

ASPETTI PRELIMINARTI

Comunicazioni dal leader

PREMESSA E SCOPO

  1. Migliorare comunicazione e relazione
  2. Creare armonia per fare risultati insieme
  3. Condividere e corresponsabilizzarsi

ACCORDI E ISTRUZIONI

  • Durata 60/75’
  • Si dice solo ciò che si vuole
  • Condivisione solo obiettivi lavorativi (no emotivi/personali)

Cosa NON si può dire/fare:

  • Parlare degli assenti
  • Lamentarsi/criticare/giudicare
  • Parlare di cose su cui non si ha potere/responsabilità (che non si possono fare in prima persona)

Cosa SI può dire/fare:

  • Condividere skills (aspetti comportamentali su cui si sta lavorando)
  • Condividere obiettivi e piani d’azione
  • Fare domande di precisazione/comprensione:
  • Cosa intendi?
  • Come/cosa farai specificatamente?
  • Mi fai un esempio?
  • Chi può aiutarti?
  • Impegnarsi gli uni con gli altri (dare/chiedere aiuto)

PIANO D’AZIONE FINALE

  • Cosa/come farò?
  • Con chi?
  • Quando?

IL DOPPIO FOCUS DELL’IMPRENDITORE

Le generazioni cambiano e avanzano ma saperle gestire nelle aziende e nei luoghi di lavoro non è facile.

Se è vero quanto sotto riportato, quanti imprenditori davvero fanno attenzione a queste skill e attivano sistemi di gestione delle risorse umane differenti (primo focus)?

GENERAZIONE X (nati tra il 1965 e il 1980)
💪🏽 Più sicuri
🤷🏻‍♂️ Meno empatici
😐 Poco inclini agli sbalzi d’umore

MILLENNIALS (nati tra il 1981 e il 1995)
📆 Odiano improvvisare
⏳ Gestiscono bene le scadenze
⚡️ Più energici e motivati

GENERAZIONE Z (nati tra il 1996 e il 2010)
🌈 Più sognatori
🌪 Meno metodici
😫 Temono lo stress

Ma il secondo focus a che fare con il saper creare un senso di appartenenza all’interno dell’azienda (quella che sempre più imprenditori lungimiranti chiamano business community o community aziendale).

I dipendenti, manager e collaboratori infatti vogliono poter lavorare con gli altri e sentirsi parte di una mission più grande. Il luogo di lavoro, dopo tutto, è dove trascorriamo la maggior parte della nostra vita.

Secondo la ricerca “Future of Cities and Work”, il ventotto per cento degli intervistati ha dichiarato di apprezzare il “senso di comunità”, al terzo posto tra i “vantaggi” ricercati dai dipendenti nel lavoro.

Questa preferenza è maggiormente riscontrabile tra i lavoratori anziani: il 30 per cento dei dipendenti sopra i 45 anni ha definito la comunità come una nota distintiva importante, contro il 26 per cento dei lavoratori sotto i 45 anni.

Secondo una ricerca condotta dal MIT, le aziende che hanno ottenuto un miglior punteggio per quanto riguarda l’esperienza dei dipendenti – cioè quelle che hanno fatto sì che i dipendenti collaborassero tra loro mettendo in atto le loro idee – hanno visto aumentare i propri profitti del 25 per cento rispetto a quelle che hanno ottenuto un punteggio inferiore. 

Ecco cosa dovrebbe creare l’imprenditore o il management:

  • Una maggiore motivazione dei dipendenti, fondata su valori profondi e lontana dalle strategie di team building vecchie e superate.
  • Un’armonia interna, basata su una comunicazione efficace e un miglioramento delle relazioni interpersonali che si rifletterà sulla qualità del lavoro svolto.
  • Un miglioramento della credibilità e dell’immagine dell’azienda agli occhi di clienti, fornitori e opinione pubblica.
  • Una fiducia reciproca che porti a crescere insieme come individui e come professionisti, realizzando progetti vincenti.

Come tutte le maratone si inizia con il PRIMO PASSO.

Di seguito uno strumento utilizzato in centinaia di casi (di business community coaching) da usare con i dipendenti, i manager e i collaboratori.