SAI ASCOLTARE OLTRE LE PAROLE?

Ultime 4 regole sull’ascolto.

Regola 7°

Ascolta le idee, non solo le parole

È necessario per ottenere il quadro completo del discorso.

Forse uno degli aspetti più difficili dell’ascolto è la possibilità di collegare tra loro pezzi di informazione per rivelare le idee degli altri. Con la concentrazione adeguata, lasciando andare le distrazioni e concentrandosi questo diventa più semplice.

Regola 8°

Aspetta e osserva la comunicazione non verbale

Gesti, espressioni facciali e movimenti degli occhi possono essere tutti importanti.

Non ci limitiamo ad ascoltare con le nostre orecchie ma anche con i nostri occhi – guardiamo e raccogliamo le informazioni aggiuntive che vengono trasmesse attraverso la comunicazione non verbale.

Non saltare alle conclusioni su ciò che si vede e si sente. Si dovrebbero sempre chiedere chiarimenti per assicurare che la nostra comprensione sia corretta.

Regola 9°

Evitare pregiudizi personali

Cerca di essere imparziale.

Non irritarti e non lasciare che abitudini o atteggiamenti della persona ti distraggano da ciò che l’oratore sta davvero dicendo. Ognuno ha un modo diverso di parlare – Alcune persone sono ad esempio più nervose o timidi di altri, alcuni hanno accenti regionali o gesticolano eccessivamente, alcune persone camminano mentre parlano – altri amano stare fermi.

Concentrati su ciò che viene detto e cerca di ignorare come viene detto.

Regola 10°

Ascolta il tono

Volume e tono si aggiungono a ciò che si sta dicendo.

Un buon oratore utilizzerà volume e tono a proprio vantaggio per mantenere un pubblico attento; ognuno userà il tono e il volume della voce in certe situazioni – lascia che questi ti aiutino a capire l’importanza di ciò che viene detto.

Per concludere, ricordo che è fondamentale da subito la capacità di sapere ascoltare: una delle più importanti pratiche di qualsiasi relazione. Dimostratevi sinceramente attenti a quello che dice.

Non inondatelo con interminabili fiumi di parole sulle vostre capacità e conoscenze. Rispettate i suoi tempi.

Lasciate che sia anche lui a porvi delle domande. Cercate di fare in modo che si ricordi di voi come un buon interlocutore (e dimostrate sincero interesse), in grado di lasciare i dovuti spazi e non una persona egocentrica e logorroica.

Questo si rifletterà anche sulla possibile collaborazione lavorativa. Penserà che sia più semplice avere a che fare con voi, vi immaginerà come una persona in grado di ascoltare, comprendere e tenere in considerazione le sue esigenze, creando le basi ottimali per un rapporto con un potenziale datore di lavoro, un membro del team o un cliente.

E se vuoi essere seguito e “allenato” su questi aspetti (o lo desideri per i tuoi collaboratori/dipendenti) contattami fare una call conoscitiva.

 

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